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Mezzogiorno tra centralismo e autonomia

Lunedì 4 novembre        “Mezzogiorno tra centralismo e autonomia”   Relatore Lino Patruno

Il nostro territorio vanta personalità di spicco, la cui biografia, pur ricchissima, non riesce a rendere omaggio alle eccelse doti di acume, cultura e capacità comunicative. Una di esse è certamente Lino Patruno, ex Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno e docente in diversi corsi universitari e master legati a tematiche di comunicazione e scrittura, e autore di numerosissimi saggi (per citare solo alcune delle sue cariche). In una serata che non può non essere definita speciale, Lino Patruno, con la semplicità di linguaggio che contraddistingue ogni eccellente comunicatore e, allo stesso tempo, con la sua capacità di affrontare argomenti spinosi e di rilevante attualità, ha letteralmente catturato l'attenzione di tutti i soci presenti in un vivace dibattito intorno a quello che rappresenta il tema a lui più caro, ovvero il nostro amato Sud.

La sua relazione, dal titolo quanto mai evocativo "Mezzogiorno tra centralismo e autonomia", ha rappresentato un'occasione di arricchimento e ha fornito importanti spunti di riflessione, fondamentali per sfatare falsi miti che spesso la stessa comunicazione mediatica alimenta. Patruno non ha esitazioni nell'affermare che i "guai" sono iniziati con l'unità d'Italia; all'epoca la città di Napoli vantava un patrimonio economico e socio-culturale secondo, su scala europea, solo a Parigi. Dal 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia, è iniziato un progressivo depauperamento del meridione, causa primaria di tutto ciò che è attualmente evidente al nostro sguardo di cittadini. 

Un oggi caratterizzato da una serie infinita di "bugie" create ad arte al fine di alimentare quello che Patruno stesso definisce "l'interessatissimo pregiudizio nazionale". Le cifre, tratte da fonti ufficiali e autorevoli, parlano chiaro: dalla spesa per il funzionamento delle Regioni, superiore al Nord (basti pensare, stando alle cifre riportate da Patruno stesso, che a parità di popolazione il Veneto spende 482 milioni di euro contro i 256 della Puglia), fino ai finanziamenti al settore della sanità pubblica e alle aziende municipalizzate, dei trasporti, igiene urbana e gas. Uno sguardo attento ai dati ufficiali non può non restituire ben chiara l'immagine di un Paese letteralmente spaccato in due, con un Nord che, ben lungi dall'essere il virtuoso esempio di efficienza che si vuole far credere, gode di una serie infinita di finanziamenti ai servizi che, spesso spesi male, rappresentano una "tassa occulta per il resto del Paese, Sud in testa", citando lo stesso Patruno. 

Quali le possibili soluzioni? Anche qui il relatore non ha dubbi nell'argomentare le molteplici negatività legate alla proposta di autonomia differenziata. In un sistema perverso, in cui la spesa dello Stato per ogni cittadino al Nord è ben più alta di quella per ogni meridionale, il risultato finale sarebbe un divario ancora più marcato, una "sottrazione al contrario di Robin Hood: togliere ai poveri per dare ai ricchi", per citare lo stesso Patruno. 

Un tema di grande attualità per tutti noi,che ha visto impegnato ancora una volta il Rotary Club Bari Sud, in interclub con il Rotary Club Bari Castello e i Rotaract Bari e Bari Agorà. Ad arricchire la serata, l'ingresso in quest'ultimo di Alessia Caforio; a lei, come a tutti i giovani presenti, il relatore ha affidato il compito di difendere il nostro territorio e il nostro futuro. 

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